Come Scegliere un Collaboratore

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Come Scegliere un Collaboratore

10 Febbraio 2018 Blog 0
Cristian Parrella | Web Marketing e Social Media

Ecco i 4 ingredienti per non sbagliare

Possiamo trovare moltissimi testi che parlano di selezione del personale, ci sono società specializzate e super pagati cacciatori di teste a cui si affidano le più grandi multinazionali per la ricerca dei propri manager, ma come fare, nel nostro piccolo, a individuare le caratteristiche umane ideali per un collaboratore?

Nel caso della comunicazione, dei social network e del digital marketing i tempi talvolta sono strettissimi e ci si può trovare a chiedere lavori lampo per esigenze imprevedibili, quali sono i quattro ingredienti segreti?

1) L’empatia: un pessimo collaboratore si comporta egoisticamente ed è indifferente ai bisogni e ai sentimenti di coloro che li circondano, tutt’al più finge una compassione facilmente smascherabile. Lo fa perché non si mette mai nei panni dell’altra persona, non ne comprende i ragionamenti e le idee.

Un buon collaboratore è più disposto a riconsiderare la propria opinione piuttosto che tentare di convincere a tutti i costi che la sua sia l’unica giusta. Non mettersi nei panni degli altri impedisce di captarne i punti forti e da essi trarre insegnamento e ispirazioni per migliorare.

Naturalmente, un buon collaboratore non dice di sì a tutto e tutti, ma cerca nel processo valutativo e decisionale, di considerare tutti gli interessi in gioco e i diversi punti di vista.

2) La modestia: un collaboratore di fiducia non pensa di essere migliore degli altri, non simula la modestia:

“Quel tipo non mi convince”

un’espressione tipica di chi ha assistito a una recita anziché a una proposta concreta per la sua attività. Chi non ha bisogno di sentirsi migliore degli altri è meno incline a giudicare, meno razzista, meno omofobo; comprenderà più serenamente e profondamente la tua attività e i tuoi scopi commerciali, studierà campagne che a loro volta non avranno al loro interno tutti quei messaggi negativi che accompagnano le persone presuntuose e giudicanti.

3) La responsabilità costruttiva: un buon collaboratore ammette un errore.

“Chi lavora sbaglia”

E’ naturale commettere errori nella conduzione di una strategia di marketing o in una serie di azioni sui social, ma quanto è difficile assumersi la responsabilità di un errore?
I collaboratori sbagliati preferiscono incolpare gli altri per i loro errori. Una persona valida non ritiene che un errore sia soltanto qualcosa di negativo, ma anche un’occasione per imparare, un’ opportunità di fare meglio.

4) La calma: tutti noi abbiamo una giornata no, una discussione con un figlio, un incidente che ci ha bloccato sui viali, un cliente che ci annulla un appuntamento all’ultimo istante, una persona cara che fa preoccupare. Anche i migliori possono perdere le staffe, tuttavia, questo accade meno spesso alle persone equilibrate. Un buon collaboratore trasmette calma, ascolta la vostra improvvisa richiesta e cerca di risolvere la situazione.

E adesso… buona ricerca!

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