Demonizzare l’avversario: pro e contro

Demonizzare l’avversario: pro e contro

30 Agosto 2022 Blog 0
Demonizzare l'avversario PRO e CONTRO - Cristian Parrella

Indipendentemente da quale sia la tua scelta politica, analizziamo alcune delle strategie che le formazioni politiche attuali (o sarebbe meglio dire gli uffici comunicazione e stampa delle formazioni politiche) stanno utilizzando per mantenere viva l’attenzione degli elettori e portarne il numero più alto possibile alle urne il 25 settembre.

Questo post non è “politica”, non è nemmeno “ideologia”, figuriamoci se è “consigli per gli acquisti”, ma vuole solo essere l’occhio di chi si occupa di immagine e reputazione, di copywriting e social media.

Come forse non sai, ogni team di comunicazione analizza i competitor, i sondaggi, le tendenze, gli argomenti del momento e le previsioni statistiche, studia questi aspetti insieme ai politici stessi e suggerisce stili, toni, tematiche e dettagli rilevanti.

Non esiste il messaggio idoneo a ogni fascia di elettorato, ecco perché talvolta ci sono dibattiti che percepiamo come interessanti e altre volte cambiamo canale rapidamente: ciò che per noi è importante/interessante, per altre persone può non esserlo.

Non esiste nemmeno il messaggio che fa “cambiare idea” radicalmente del tipo: “dopo che ho ascoltato quella frase ho smesso di tifare Bologna e ho iniziato a tifare Inter”, per intenderci. E comunque l’ultima decisione spetta sempre alla persona che potrà seguire i suggerimenti o meno secondo le proprie inclinazioni, idee, convinzioni, obiettivi ed emozioni del momento, non è difficile infatti riconoscere il tono della voce del politico in difficoltà davanti a una domanda scomoda o nel mezzo di un dibattito acceso esattamente come ognuno di noi all’assemblea condominiale.

Ma veniamo al punto: DEMONIZZARE L’AVVERSARIO: pro e contro

CONTRO:

1 – DEMONIZZARE l’avversario paventando conseguenze infauste, tragiche, drammatiche NON PORTA VOTI ALLA PROPRIA FORMAZIONE e non agisce come valido promemoria per andare alla urne per i propri elettori se non in numeri bassissimi proprio perché la demonizzazione non contiene praticamente quasi  mai l’invito a non disertare le urne, ma solo il “se voti Tizio andrà a finire che aboliranno per sempre il panino alla mortadella” EFFETTO FINALE: Saranno proprio gli elettori della parte demonizzata che percepiranno l’accusa (o l’offesa talvolta) dell’avversario che più probabilmente avranno come reazione quella di non dimenticarsi di andare alle urne, si sentiranno colpiti e la prima reazione sarà “adesso guarda, ci vado proprio a votare così gli dimostro che il panino alla mortadella è sacro e lui/lei ha mentito.”, noi tutti tendiamo a percepire come nostre le accuse rivolte alla nostra “squadra del cuore” come nel calcio.

2- DEMONIZZARE l’avversario spesso NON CONTIENE ALCUN RIFERIMENTO AL SAPER GOVERNARE. Quando effettuiamo una scelta, ad esempio, di un prodotto, cerchiamo qualcosa che risolva un nostro problema o soddisfi una nostra esigenza, ma non cerchiamo di capire quali altri prodotti invece NON RISOLVANO o SODDISFINO ciò di cui abbiamo bisogno. E se nel caso di prima noi siamo forti sostenitori del “panino alla mortadella” l’idea che qualcuno lo possa abolire sicuramente ci fa effetto, ma questo effetto viene superato quasi subito da chi invece ci saprà dimostrare che il suo panino alla mortadella sarà semplicemente buono, non necessariamente il migliore dei panini possibili, ma semplicemente adatto, idoneo, adeguato e sufficiente a non farci preoccupare sul suo gusto e sulla sua disponibilità.

3 – DEMONIZZARE l’avversario PONE IN SITUAZIONE DI DEBOLEZZA PSICOLOGICA SOLO CHI LO DEMONIZZA, cioè mette in evidenza che il “demone” è cattivo (un cattivo forte e pericoloso, da dover fermare) e il demonizzante ha come unica difesa l’urlo, la richiesta di aiuto “al lupo, al lupo!” e, come sappiamo bene, a nessuno piace essere scelto nella squadra di calcetto più debole perché prefigurarsi una sconfitta, cioè immaginare di perdere, ci mette in condizione psicologica di svantaggio già prima del fischio di inizio. Quasi quasi spinge i più indecisi a valutare altre ipotesi verso qualcuno, come detto prima, che sappia governare in caso di elezione.


PRO

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